Libri ed editoria

10 libri per il 2018

Cari bolscevichi irriverenti,

l’anno scorso, più o meno in questo periodo, vi avevo proposto una panoramica generale di tutte le mie letture del 2017.

Siccome mi piace creare tradizioni, ho deciso di fare lo stesso anche quest’anno. Ho avuto qualche difficoltà, tuttavia, a limitarmi a scegliere solo nove libri, così come avevo fatto l’anno scorso.

Il 2018 è stato un anno intenso, dove ho iniziato a collaborare con diverse case editrici, ho letto molto per prepararmi al dottorato e ho spaziato tra vari generi. Così, alla fine, ho deciso di aggiungere un libro in più.

Ecco a voi, quindi, i dieci libri rappresentativi del mio 2018!

Ma prima…

Come è andato questo 2018 dal punto di vista delle letture? Innanzitutto, è stato confusionario. A differenza dell’anno scorso, infatti, non ho tenuto una lista accurata dei libri letti per tutto l’anno. Il risultato è che ora mi ritrovo con una lista abbastanza frammentaria.

Ma è stato anche un anno di grandi soddisfazioni e di nuovi legami: ho infatti messo in moto una bella serie di collaborazioni con case editrici insolite che apprezzo molto, come Pagina Uno, Casa Sirio, Carbonio, Transeuropa.

Dal punto di vista degli autori, ho approfondito la mia conoscenza con Joe R. Lansdale – uno dei miei autori preferiti – scegliendo La sottile linea scura  (che entra anche in classifica) e In fondo alla palude.  Se, come me, siete appassionati di True Detective (Stagione uno) non mancherete di trovare somiglianze tra quest’ultimo romanzo e la serie.

Ho sperimentato parecchio tra i generi, passando dal distopico (Il Cerchio di Dave Eggers) al noir (Io ti troverò, di Shane Stevens) al reportage (America perduta, di Byll Bryson) fino allo storico (La città dei ladri, di David Benioff).

Ci sono state grandi soddisfazioni (Le ragazze, di Emma Cline) e grandi delusioni (Rockaway Beach di Jill Eisenstadt).

Ma ora è tempo di arrivare ai 10 libri più significativi del 2018. Alcuni li conoscete già: se volete ripassarvi la recensione, basta cliccare sul titolo.

I dieci libri del 2018

N°10. Mario Bramè. La notte dei ragni d’oleandro

Il romanzo di Mario Bramè da un’ambizioso progetto della casa editrice Transeuropa, la collana Wildworld, che ha l’obiettivo di immettere in letteratura le caratteristiche formali delle serie tv. La notte dei ragni d’oleandro ripercorre la tragica notte del Bataclan, sostituendo al fanatismo “islamizzante” dei fatti originali una filosofia dal sapore nietzschiano. A dimostrare che nulla cambia, che tutti noi siamo inclini a ossessioni di ogni tipo, e che la frase “il futuro non è scritto” forse non sempre è corretta.

N°9. Raymond Williams. Terra di confine 

Terra di confine  è il romanzo del ritorno a casa per eccellenza. Matthew, il protagonista, torna nel suo villaggio natale in Galles dopo che suo padre Harry ha avuto un grave infarto.     

Presto, però, Matthew si rende conto che questo ritorno è un’occasione unica per fare i conti con il suo passato, e capire, una volta per tutte, chi è.

N° 8. Caitlin Doughty. Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio.

Abbiamo così tanta paura della morte da averla nascosta sotto il tappeto. Abbiamo così tanta paura della morte che non vogliamo invecchiare, perché invecchiare significa morire. Ma se invece accettassimo la morte come un fatto naturale, che prima o poi toccherà a tutti? Se riprendessimo a conoscerla da vicino, e a chiamarla ancora una volta la Grande Consolatrice?

Caitlin Doughty, fondatrice dell’Ordine della Buona Morte, ci racconta il suo percorso di formazione nelle onoranze funebri e cerca di ribaltare il nostro modo di pensare alla morte. Che, alla fine, è un altro modo di pensare alla vita.

N°7. Thomas Cullinan, L’inganno.

Durante la Guerra Civile americana, un soldato nordista ferito viene accolto in un decadente collegio per signorine del Sud. Nella vecchia villa sono rimaste le direttrici, due sorelle un tempo ricche proprietarie e ora zitelle acide, quattro alunne e la cameriera di colore. Il soldato pensa di poter giocare con loro: ma imparerà presto che sarebbe bene non scherzare con il fuoco.

Il cielo non conosce ira pari all’amore che si trasforma in odio, né l’inferno una furia pari a una donna respinta, diceva William Congreve: ma il fulcro del romanzo è più lo scatenarsi di tremende e oscure passioni, fino a quel momento tenute sotto chiave da una finta castità.

6 . Andrej Belyj, Pietroburgo

Capolavoro del modernismo russo, Pietroburgo è stato la mia croce e la mia delizia per molti mesi di quest’anno da poco conclusosi. Non esagero a dire che è uno dei libri più complessi che abbia mai letto in vita mia.

Nella Pietroburgo di inizio Novecento, alla vigilia della Rivoluzione del 1905 (quella della corazzata Potemkin, per renderci conto) seguiamo le vicende di Nikolaj Ableuchov, giovane nevrotico a cui viene proposto di compiere un attentato dinamitardo contro il suo stesso padre, un funzionario statale particolarmente in vista.

La trama, estremamente sfilacciata e complessa, è invero sopratutto un pretesto per raccontare una città maledetta, sprofondata nella follia, sull’orlo di un cataclisma apportato da una classe popolare ostile e quasi subumana.                                             


Photo by Glenn Carstens-Peters on Unsplash

N° 5. Zivko Cingo, Grande Madre Acqua

Nella Jugoslavia appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, due orfani “figli di nemici del popolo” vengono rinchiusi in un orfanotrofio insieme ad altri come loro. Lo scopo del regime titino è di riformarli e trasformarli in buoni cittadini.

Ma fuori delle mura c’è un sogno chiamato “Grande madre acqua” : il simbolo di un potere materno sempiterno e perduto. Perduto come le madri dei suoi protagonisti, e come la nazione Macedonia da cui provengono.

N° 4. Joe R. Lansdale, La sottile linea scura.

Nel Texas dei tardi anni Quaranta, un fratello e una sorella adolescenti scoprono, nel drive-in appena acquistato dal padre, una cassetta di metallo con una corrispondenza misteriosa. Decidono di investigare, e in questo modo perdono per sempre l’innocenza.

La sottile linea scura del titolo è quella che divide i bianchi dai neri, gli adulti dai bambini, ma, sopratutto, i giusti dagli ingiusti.

N° 3. Naomi Alderman, Ragazze Elettriche

In tutto il mondo donne e ragazze ricevono d’improvviso uno strano dono: una “matassa” collocata sulle clavicole, che permette loro di difendersi producendo scariche elettriche.  Un sogno? La rivoluzione?

Ma come molte rivoluzioni è destinata ad essere brutalmente tradita. Il romanzo della Alderman non parla solo dei rapporti uomo-donna: capovolgendo la Storia, racconta anche come il potere, al pari di un burattinaio, finisce per far parlare a tutti lo stesso linguaggio.

N° 2. Emma Cline, Le ragazze

Romanzo crudissimo – a livello non di splatter, ma di violenza psicologica che ne intride le pagine- Le ragazze ripercorre la strage compiuta da una setta così come la ricorda una delle protagoniste molti anni dopo.

La storia è chiaramente quella del ranch di Charles Manson: ma peggio ancora della strage è la storia delle sue artefici, ragazze schiacciate da una brutale, pervadente mancanza di amore che le ha portare a cercarlo nel posto sbagliato. Si tratta di un libro che parla di mancanza d’amore, sopraffazione e umiliazione: non solo tra uomini e donne, ma anche tra genitori e figli.

And the winner is…


Photo by Fauzan Saari on Unsplash

N°1. Manuel Puig, Il bacio della donna ragno

La cosa buffa è che il libro che più mi è piaciuto quest’anno, e che ha più di tutti lasciato un segno non è stato scelto da me. Invece è stata una lettura obbligata per i seminari del dottorato che si terranno in primavera. Di solito non c’è nulla come una lettura imposta per renderti insoffribile un libro, invece ho avuto una splendida sorpresa.

In Argentina, durante la dittatura, due uomini estremamente diversi tra loro si trovano a dover dividere la stessa cella. Uno dei due è un attivista comunista; l’altro è un omosessuale che è finito dentro per essersi messo con un minorenne, e che ha un dono meraviglioso nel raccontare a memoria i film che ha amato.

Film dopo film, storia dopo storia, i due si avvicineranno sempre di più e scopriranno di non essere per nulla diversi, ma semmai speculari: e che in entrambi, nonostante l’inverno, vive un’invincibile estate.

Se non lo conoscete, leggetelo assolutamente.


Miei cari bolscevichi, siamo giunti alla fine della classifica. Quali sono stati i vostri libri preferiti quest’anno?

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