Libri ed editoria, Recensioni, Russia

Masha Gessen. Perfect Rigor

Cari bolscevichi irriverenti,

Il libro di cui vi parlerò oggi è incentrato sulla materia in cui da sempre ottenuto i risultati peggiori, ovvero la matematica, con cui ho sempre avuto un rapporto disastroso, dovuto a un mix letale di scarsa propensione e mia pigrizia personale.

Il libro propostomi da Carbonio Editore, invece, è uno straordinario viaggio nel mondo di chi ha fatto della matematica la propria ragione di vita, a partire da un amore straordinario e spontaneo coltivato fin dalla più tenera età.

Esiste nella lingua russa una parola specifica per denominare lo studioso di grande talento ma dall’aspetto fisico bizzarro, fuori dalle convenzioni.

Tale termine è “botanik“, e letteralmente significa “studioso di botanica“: ma nella lingua comune indica quella persona che possiede una grandissima cultura nella sua materia, pur avendo un aspetto trascurato, sciatto, arrivando a volte ai limiti della poca cura personale.

Il libro di Masha Gessen racconta la nascita dell’élite matematica degli ultimi decenni sovietici,  ed è popolato proprio di questi personaggi,  ragazzini grassi, pallidi, pieni di manie, ma al contempo inesorabilmente geniali.

 

Il prescelto

Ma sopratutto, Perfect Rigor racconta la storia del migliore di tutti, Grigorij Perel’man, l’uomo in grado di risolvere la temutissima Congettura di Poincarè ancora prima di compiere quarant’anni.

La storia di Grisha Perel’man ha quasi i tratti di una fiaba di formazione: il giovane matematico è stato istruito, protetto e guidato da personaggi di altissimo spessore che hanno lottato per lui contro il diffuso antisemitismo dell’Accademia Sovietica tra gli anni Settanta e Ottanta – e tutto è questo è accaduto senza che Grigorij desse segno di accorgersi di cosa gli capitasse intorno.

Perelman,_Grigori_(1966)
Grigorij Perel’man

Perel’man, è, di fatto, un mistero anche gli occhi degli altri matematici, perché vive secondo un rigidissimo codice morale di cui spesso le leggi sono note solo a lui, e perché vive la risoluzione di ogni problema matematico come un vero e proprio rapporto interpersonale. 

Queste caratteristiche rendono le sue concise spiegazioni perfette, ma al tempo stesso di difficile comprensione:

Il ragionamento di Grisha avveniva per lo più all’interno della sua mente, senza dover scrivere né disegnare nulla su un foglio di carta. In compenso faceva un sacco di altre cose: bisbigliava, si lamentava, faceva rimbalzare una pallina da ping-pong sul tavolo, si sfregava le mani sulle cosce fino a far diventare lucida la stoffa.

Il volo

Perel’man decide di affrontare uno dei mostri sacri della matematica, la temutissima Congettura di Poincaré ( di cui vi lascio il link alla pagina Wikipedia perché, come abbiamo detto, sono una capra in matematica e non ve lo saprei spiegare).

A questo scopo sparisce dal mondo ufficiale della matematica, tranciando anche quelle sporadiche relazioni che vi aveva intrecciato.

Riappare dopo anni con un articolo pubblicato su un forum online e con un giro di mail che invita i colleghi a analizzare i suoi risultati.

Il mondo della matematica impazzisce, Perel’man viene osannato. Il mostro è stato abbattuto.

A questo punto, però, nella mente di Grigorij scatta qualcosa, dando luogo a un escalation che degenera rapidamente. Perel’man rifiuta le offerte di cattedre in prestigiosi atenei americani, respinge gli studiosi che vogliono solo rendere comprensibile il suo lavoro, si isola sempre più.

Il tutto si conclude con il rifiuto tanto della medaglia Fields – l’equivalente del Nobel per la matematica – quanto del premio di un milione di dollari dell’Istituto Clay e con un’affermazione scioccante: Perel’man dichiara di non essere più un matematico.

Lui ha chiuso.

Un mondo per soli matematici

Se, come me, la matematica vi fa allergia, non lasciatevi scoraggiare. Nel libro di Masha Gessen l’elemento divulgativo è ridotto all’essenziale, lasciando invece spazio all’elemento biografico e giornalistico.

La domanda che Gessen si pone è: perché? Cosa ha spinto Perel’man a prendere una simile decisione? Davvero è tutto attribuibile a una possibile diagnosi di autismo?

Non c’è forse qualcos’altro dietro, qualcosa di più profondo?

perfect rigor Gessen recensione

Perfect rigor- Storia di un genio e della più grande conquista matematica del secolo ha i tratti sia dell’inchiesta giornalistica sia della biografia romanzata.

L’autrice ci porta per mano nel mondo in cui è cresciuto Perel’man e che ne ha formato la rigida psicologia, improntata a una severa onestà, a un amore smisurato per la matematica e, sopratutto, alla convinzione che la comunità matematica sia formata da persone che sanno davvero come ricompensare chi scopre cose meravigliose.

Uno dei grandi valori del libro è proprio di farci scoprire una comunità di persone capaci di rinunciare a ogni comodità e a ogni vantaggio personale per il solo amore della scienza, e che educavano i propri allievi con la fermezza morale di cavalieri Jedi.

Il Liceo n.239 non soltanto era riuscito ad evitare che Perel’man prendesse una decisione, ma gli aveva perfino impedito di accorgersi delle tensioni esistenti tra il mondo degli esseri umani e quello della matematica.

Cresciuto in quest’atmosfera pura, Perel’man non regge l’impatto con la scoperta di quello che per lui è il lato oscuro della forza: la comunità matematica internazionale, fondata su premi, curriculum, riviste scientifiche e comitati revisori, spesso invischiata in piccoli e grandi giochi di potere.

Deluso dalla matematica, piuttosto di farsi corrompere Grigorij sceglie di abbandonarla.

E giunti all’ultima pagina, capiremo il valore della sua scelta, basata su una cocciutissima onestà.

6 pensieri riguardo “Masha Gessen. Perfect Rigor”

      1. Aahh capito! Vabbé mica si può leggere tutto! Io quello l’ho comprato perché non c’era il titolo che cercavo (ehm 😅), però l’ho amato! Ma Nabokov mi piace proprio a priori 😊

        Mi piace

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