Fuoristrada, Libri ed editoria, Recensioni

Francis Scott Fitzgerald. Basil Lee

Cari bolscevichi irriverenti,

riappaiono le #recensionifuoristrada, con insospettabile tempismo e rapidità.

Vi avverto che per questa stagione autunnale ho una lunga lista di letture ( che continua ad allungarsi sempre di più: quanto ne verrà poi portato a termine non si sa). Quindi, come diceva il poeta, sgranate gli occhietti entusiasti – e anche i vostri bloc-notes con le vostre liste dei libri da leggere.

La recensione di oggi è dedicata a Basil Lee, piccolo – e meno conosciuto – ciclo di novelle di Francis Scott Fitzgerald, pubblicato da Paginauno Edizioni (nella collana il Bosco di Latte) con la consueta attenzione per la ricerca di opere insolite.

Nel 1928, Fitzgerald si trova “in mezzo al guado”, per così dire: Il Grande Gatsby è già stato pubblicato, Tenera è la notte è ancora in fase preparatoria.

La sua vita personale, però,  inizia a sgretolarsi: crisi sempre più forti scuotono il suo matrimonio con Zelda, le vendite de il Grande Gatsby non sta andando secondo le sue speranze, e, infine, il nuovo romanzo stenta a venire alla luce.

F_Scott_Fitzgerald_and_wife_Zelda_September_1921
Francis Scott e Zelda nel 1921

È in questo clima tutt’altro che disteso che nascono i racconti che hanno per protagonista Basil Lee, irresistibile e immaginoso ragazzino del Midwest.

Per quanto si trattasse di racconti scritti per mettere una pezza alle difficoltà economiche (il giornale Saturday Evening Post  gli pagava 3500 dollari a storia) Fitzgerald amava il personaggio di Basil e credeva nelle sue potenzialità, e lo distingueva nettamente da “il ciarpame che scriveva per campare”.

La fiducia in Basil era condivisa anche dal suo editor Max Perkins, che abbiamo conosciuto già come mentore di Thomas Wolfe.

Il progetto di racchiudere gli otto racconti di Basil in un unico volume, tuttavia, si realizzerà solo dopo la morte di Fitzgerald. Lo  scrittore temeva infatti che il pubblico lo fraintendesse, considerando i racconti non singolarmente uno per uno, ma come capitoli di un romanzo inevitabilmente “annacquato”.

Fitzgerald-copertina

Non stupisce che in un momento così drammatico lo scrittore abbia preferito ritornare con la mente al passato nella provincia americana, piuttosto che cercare di immaginare storie ambientate nel presente o nel futuro, entrambi amaramente privi di aspettative.

Scrive così una serie di bozzetti sul percorso di crescita di un giovane americano di provincia, pieno di sogni, che sembrerebbe assomigliargli.

Si tratta di Basil.

Nella raccolta sono compresi quattro racconti Il cacciatore di scandali, Una serata alla fiera, Basil: la matricola più boriosa, Si crede meraviglioso lui) degli otto complessivi.

Significativamente, la selezione si interrompe con il racconto in cui Basil prende finalmente coscienza di quali siano i suoi ridondanti errori e cerca di rimediare,  pur nella consapevolezza che continuerà a sbagliare, perché  il suo carattere lo rende inevitabile.

Nella polverosa e conformista società di provincia del Midwest, infatti, non sanno bene che farsene di Basil, troppo estroso e sognatore per essere classificabile.

Dal canto suo, Basil deve imparare  che i lati del suo carattere che lo rendevano bizzarro e simpatico da bambino, da adolescente irritano sia gli adulti sia i coetanei; e che

 come lui anche gli altri avevano una volontà forte quanto la sua.

Lo sviluppo di Basil attraversa una serie di rituali e passaggi verso l’età adulta: i primi pantaloni lunghi (Una serata alla fiera), la scoperta che anche gli adulti soffrono, sono deboli e hanno le loro tristezze, ma anche l’esperienza dell’ostracismo sociale (Basil: la matricola più boriosa)  e dei primi amori ( Si crede meraviglioso lui).

Il tutto narrato con uno stile scanzonato e irresistibile, che mette in luce la straordinarietà di Basil rispetto ai personaggi di carattere più convenzionale con cui lui si incontra e scontra, e che si mantengono coerenti al loro conformismo in tutti i racconti.

La narrazione si interrompe a metà, ma noi sappiamo che Basil andrà avanti e si lascerà alle spalle la polvere della provincia. 

E viene voglia di recuperare gli altri racconti.


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