Diari siberiani, Russia

Diari Siberiani 4. Gorno Altajsk.

Cari bolscevichi irriverenti,

io lo so che voi non ci speravate più nella conclusione dei Diari Siberiani, che sono stati brutalmente abbandonati al loro destino, lasciandovi desolatamente alla fine di Ulica Gagarin.

E invece no, eccoci di nuovo qui, anche se a qualche mese di distanza dalla fine del viaggio.

Ma la Siberia resta nel cuore; e dopo aver visto Tomsk, ci aspettano ancora molto altre sorprese.

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Andate! Verso Gorno-Altajsk.

Concluso il soggiorno a Tomsk, infatti ci aspettava un lungo viaggio attraverso la Siberia per arrivare alla nostra nuova meta: Gorno-Altajsk, una cittadina che si trova a pochi chilometri di distanza dal confine con la Mongolia ( pochi, va detto, in relazione all’enormità di quegli spazi: in realtà si parla di circa 500 chilometri).

Come fidato mezzo per trasportarci da punto A (Tomsk) a punto B (Gorno-Altajsk) la scelta dei nostri anfitrioni è caduta su un minibus privato, che ci ha scarrozzato per tredici ore all’andata e altrettante al ritorno.

Avrete guardato il panorama, penserete voi: giusto, ma bisogna tenere a mente l’esasperante tonalità di monotonia che riesce a prendere il paesaggio russo dopo una sola ora di attenta osservazione.

Ad allietare il nostro tragitto un’unica tappa, in un  incredibilmente sovietico e gigantesco ristorante a buffet, di cui purtroppo non ho fotografie perché ero troppo stravolta al momento dell’approdo.

Infine, la nostra traversata ha fine.

Siamo arrivati a Gorno-Altajsk.

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La città è la capitale della Repubblica Autonoma degli Altaj,  e nel corso della sua storia ha cambiato nome numerose volte, per prendere quello di Gorno-Altajsk solo nel 1938

Il suo nome originario, infatti, era Ulala: così chiamavano il proprio villaggio i suoi abitanti quando nel 1830 arrivarono i primi missionari ortodossi.

Ma sopratutto, Gorno-Altajsk è il centro abitato più grande – e che fa quindi da riferimento- di un territorio enorme e in gran parte ancora selvaggio, dove si fondono insieme tante culture diverse.

La Repubblica degli Altaj, infatti, si trova per la sua posizione ad essere un crocevia al Centro dell’Eurasia, e ad aver avuto un ruolo centrale nella Via della Seta.img_20180526_213945

Vi ricordate la sensazione di bolla temporale che avevamo provato ogni tanto a Tomsk, imbattendoci in nomi e ricordi sovietici?

A Gorno-Altajsk questa sensazione si accentua ancora di più. Del resto, siamo in uno dei punti più lontani della Federazione, e molte cose sono rimaste intatte, come se l’onda del tempo non le avesse mai sfiorate.

Avevamo avuto qualche indizio già nell’ultimo tratto di strada: ai bordi dell’asfalto si moltiplicavano grandi cartelli con le foto dei partigiani degli Altaj durante l’invasione nazista, accompagnate dalla sintetica e ammonitrice scritta: 

Hanno sofferto per voi!

Pur tenendo in considerazione che eravamo ancora relativamente vicini alla Festa del Nove Maggio ( in cui si celebra la sconfitta del nazifascismo) si trattava di una vista quanto meno peculiare.

Arrivati in città, abbiamo fatto un’altra scoperta: nei viali lungo il parco cittadino erano esposte le “doski početa”, letteralmente, le ” bacheche d’onore”. Si tratta di una tradizione squisitamente sovietica: fuori dagli edifici dell’amministrazione, dalle fabbriche, o addirittura dalle scuole, si collocavano grandi pannelli dove venivano esposti i ritratti dei lavoratori, cittadini o studenti che avevano ottenuto risultati particolarmente notevoli.

In realtà le avevamo già intraviste a Tomsk o in qualche cittadina che avevamo attraversato lungo la strada, ma a Gorno-Altajsk hanno superato sé stessi.

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Marja Vasil’evna Toltokova, Eroina del Lavoro Socialista nella Repubblica degli Altaj

Tra i viottoli del parco svettano le bacheche dedicate a Eroi ed Eroine del Lavoro Sovietico, partigiani, operai d’assalto. Tutto questo si riferisce a persone morte decenni fa, e, sopratutto, tutto questo avviene ventisei anni dopo la fine dell’Urss.

È come vivere in un eterno presente.

In piazza troneggia l’enorme statua di Lenin che ho messo in apertura di articolo, oggetto di burle da parte degli abitanti: ora infatti il dito del leader indica il centro commerciale dall’altra parte della piazza, ma pare che ai tempi sovietici fosse ancora peggio, dato che indicava….i bagni pubblici!

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Appena alziamo gli occhi incontriamo, al di là delle vie e dei tetti delle case, la natura degli Altaj, selvaggia, verdeggiante, che si stringe intorno alla sua unica città.

I boschi dei monti Altaj saranno la nostra prossima tappa.

Per ora ci fermiamo qui, in questa Gorno-Altajsk che sembra al di fuori del tempo e dello spazio.

Una volta qualcuno mi disse: ‘il tempo è un cerchio piatto‘. Ogni cosa che abbiamo fatto o che faremo, la faremo ancora e ancora e ancora… (Rust Cole, True Detective).

2 pensieri riguardo “Diari Siberiani 4. Gorno Altajsk.”

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