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Raymond Williams. Terra di confine.

Tovarishi!

Son stata nuovamente latitante, stavolta sperduta nelle ridenti terre siberiane – del cui aspetto e caratteristiche, non temete, vi verranno presto fornite abbondanti descrizioni.

Torno con una nuova collaborazione con Edizioni Paginauno, di cui avevo già recensito La natura di un crimine Triangoli imperfetti ( li trovate qui)

Paginauno, da sempre attenta a proporre opere non scontate e di qualità, ha aggiunto una nuova tacca al suo fucile: la prima traduzione italiana del romanzo di Raymond Williams Terra di confine.

Un modello di cultura aperto a tutti

Raymond Williams è un personaggio interessante e controverso, romanziere, sociologo,  figura di spicco della Nuova Sinistra inglese. Nato in Galles da padre ferroviere (tenete a mente questo particolare perché è molto importante) lascia la terra natìa per studiare a Cambridge. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Williams abbraccia un modello di cultura aperto a tutti, andando a insegnare nei corsi serali organizzati per i lavoratori che non hanno potuto terminare gli studi.

Il suo progetto culturale e politico è di far diventare quei corsi un sistema educativo di studio permanente al fine di diffondere una sempre più alta consapevolezza democratica tra gli studenti.

(dalla postfazione del traduttore Carmine Mezzacappa

Per Williams, l’unico modello di educazione concepibile è quello in cui docente e insegnante partono dal presupposto che entrambi hanno qualcosa da insegnare, che nessuna esperienza è inutile o disprezzabile.

Tale struttura, ovviamente, serve anche aiutare a smantellare la cesura delle classi, permettendo un contatto genuino fra persone che altrimenti non si sarebbero incontrate, causa l’isolamento dei pregiudizi sociali.

Per Williams è, inoltre, importantissimo riconoscere giusta validità culturale anche ad altre istituzioni oltre a quelle della scuola e dell’università. Proprio a partire dalla sua visione negli anni Sessanta la BBC inizia a produrre una serie di trasmissioni dedicate all’insegnamento di materie umanistiche.

Raymond Williams Terra di confine
Raymond Williams

Il cuore di Williams, però, è rimasto in Galles: è intorno a questa identità difficile e pulsante che si sviluppa la sua produzione intellettuale sia narrativa che saggistica. I temi su cui sono incentrati saggi e romanzi sono infatti gli stessi, ovvero la (presunta) inconciliabilità tra città e campagna, la trasformazione del lavoro e della società, l’evoluzione delle identità di classe: tutti elementi che ritroveremo anche in Terra di confineprimo romanzo di una trilogia dedicata al paesino gallese di Gynmawr.

Raymond Williams Terra di confine. coverJPG

Harry Price ha lavorato per anni come ferroviere nel villaggio gallese di confine di Gynmawr. Quando viene colpito da un infarto, suo figlio Matthew, ricercatore a Oxford, fa ritorno nella piccola e chiusa comunità in cui era cresciuto prima di recarsi a Londra per laurearsi. 

Terra di confine si apre come la storia di un ritorno a casa per trasformarsi poi in un grande affresco che coinvolge più generazioni.

Dopo aver lasciato il Galles, Matthew ha costruito a Londra la propria vita e il proprio lavoro. Potrebbe essere soddisfatto di come stanno andando le cose, tuttavia qualcosa lo angustia nel profondo. Si tratta di qualcosa a cui non sa dare un nome, e che si esprime in maniera più evidente nel suo lavoro di ricercatore:

La sua ansia riguardo al suo lavoro era diventata ancora più palpabile. La sua ricerca, che era iniziato benissimo, aveva fatto pochi passi avanti negli ultimi tre anni. (…) Stava lavorando sugli spostamenti delle popolazioni nelle valli minerarie del Galles nella parte centrale del diciannovesimo secolo. Ma anche io mi sono spostato, obiettava.

La verità viene a galla quando Matthew torna a Gynmawr per stare vicino al padre Harry. L’inquietudine di Matthew risiede nell’aver spezzato bruscamente le proprie radici gallesi nel trasferirsi per proseguire gli studi. Dentro di sé, non sa più se è gallese o inglese.

Peggio ancora, è un gallese che vive da inglese: uno specie di ibrido, un essere dall’identità confusa; per questo motivo non riesce a procedere nel lavoro.

Padri e figli

Tornando a casa, Matthew viene nuovamente inglobato in quella sorta di utero avvolgente che è la comunità del piccolo villaggio.  Questo non avviene senza scosse: andando via, Matthew ha tradito la patria e la comunità, ha scelto di diventare qualcos’altro.

Se il ritorno a casa fisico avviene in un viaggio in treno di qualche ora, quello mentale avviene nel corso di diverse settimane, e passa attraverso il riallacciarsi del rapporto tra padre e figlio. Matthew torna ad essere Will, il nome con cui lo chiamavano da bambino; e la valle torna ad essere per lui una cosa viva, non un semplice e arido oggetto di studio.

Le storie di Harry e Will si intrecciano in una narrazione costruita su capitoli alternati: la vicenda di Harry viene raccontata in un arco temporale che va dal suo primo arrivo a Gynmawr al giorno in cui Matthew va via di casa; la linea temporale di quest’ultimo, invece, si snoda lungo le problematiche date dal suo ritorno a casa.

Un mondo che cambia

Immersi nelle due linee narrative, possiamo seguire anche la storia della valle, situata al confine tra Galles e Inghilterra. Si tratta di un mondo che ha saputo proteggere e racchiudere i suoi abitanti, lasciandosi al contempo trasformare. Man mano che si riavvicina alle sue radici, Matthew realizza che la sua terra di origine non è un mondo immobile, così come lo vedeva nel ricordo, ma è semmai un universo e fluido e in trasformazione.

raymond williams terra di confine galles

Gynmawr chiede ai suoi abitanti un rapporto simbiotico, ma in cambio si lascia manipolare e modificare da loro.

Universi paralleli, destinati a procedere fianco a fianco senza mai far incontrare le proprie posizioni, sono Harry e il suo miglior amico Morgan. Harry vive di silenzi e di risposte granitiche, perfettamente in armonia con la vita tradizionale della valle; Morgan è inquieto, si proietta verso un futuro che non gli è chiaro, vuole il cambiamento. 

Morgan diventerà un industriale; e Harry, caparbiamente fedele al suo giardino, le sue api, la sua ferrovia, rifiuterà per tutta la vita di cambiare strada.

Non possiamo che rimanere anche noi affascinati dalla figura di Harry, uomo-roccia la cui forza sta nell’essere sempre fedele a sé stesso. Durante il grande sciopero dei ferrovieri in supporto dei minatori, Harry lo sostiene caparbiamente non per fede comunista, ma perché sa che è giusto così:

E lei?  È sicuro lei?

Sì, lo sono. Perché sono stato educato ad esserlo.

A cosa? A scioperare?

A fare ciò che deve essere fatto.

Un nuovo ritorno a casa

Il viaggio di Will/ Matthew finisce davvero quando torna definitivamente a Londra. Riavvicinarsi al padre, fare i conti con le proprie scelte, ha rinsaldato il suo mondo interiore. Ora sa che si può essere due cose insieme, e far convivere insieme due mondi.

Ed è quello che tocca a tutti noi che, a un certo punto, siamo andati via di casa.

Raymond Williams Terre di confine

Come al solito, vi lascio con una canzone. Questa volta si tratta di Country roads, nella versione dei Black Tartan Clan.

La vita qui è antica/ più antica degli alberi / più giovane delle montagne/ strade di campagna/ portatemi a casa/ portatemi nei posti a cui appartengo.

 

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Raymond Williams. Terra di confine.”

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