Eventi, Libri ed editoria

Cinque cose da ricordare al Salone del Libro di Torino

Salve, tovarishi!

Riemergo magicamente dalle nebbie del tempo proponendovi, finalmente, il mio post su questo Salone del Libro 2018.

Non vi stupisca che ve ne  scrivo così in ritardo: più che una recensione o una riflessione dell’evento, è una mini cronaca goliardica su cosa significhi affrontare l’avventura di vedere il Salone in giornata, e quali errori è meglio evitare per non rovinarsi la giornata.

Premessa sull’avventura

Quest’anno avevo grandi progetti per il Salone del Libro. Tali, più o meno, erano i miei obiettivi:

  • visitare  il Salone più giorni.
  • Seguire quanti più eventi possibili e raccontarveli, prestando particolare attenzione a quelli dedicati alla Russia;
  • scoprire miriadi di nuovi, interessanti piccoli editori.

Salone del libro Torino 2018b

Quello che è successo davvero:

ho avuto una scadenza con cui ho litigato fino a giovedì sera; ho rischiato di bucare l’iscrizione a due dottorati di ricerca in slavistica; i treni Milano-Torino di venerdì costavano una cifra mostruosa. Insomma, alla fine ho potuto dedicare al SalTo solo sabato. Ed è lì che qualsiasi capacità di organizzazione è esplosa.

Che la lista cominci

Vado in pellegrinaggio al Salone del Libro ormai dal 2015.  Andarci di sabato è sempre, in media, una pessima idea. Ma quest’anno l’affluenza è stata gigantesca: rapidamente è stato impossibile godere veramente dell’esperienza, sorvolando sulla possibilità di osservare con calma gli stand senza venire spintonati a morte dal pubblico.

Salone del libro Torino 2018

Proprio per questo motivo ho pensato di creare una super lista che dovremmo tenere tutti a mente l’anno prossimo, augurando al Salone una folla ancora maggiore.

Partite presto, tornate tardi. Non raccontatevi fregnacce e fate in modo di arrivare al Lingotto presto. Non riuscirete a vedere tutto quello che volete vedere se arrivate, diciamo, a mezzogiorno, e prevedete di rientrare alla base prima di cena. Sono bugie che vi raccontate perché siete pigri.

Fatevi dei panini. Non cedete alle lusinghe del magico self-service. Oltre a essere caro come il fuoco, precipiterete in un dedalo di gente che vi spintona e di code infinite. Prima che ve ne possiate accorgere, avrete buttato via due ore per acquistare e mangiare una spinacina e delle patatine fritte mosce. Inoltre, potreste rischiare la vita scivolando su pezzi di cibo caduti dai vassoi altrui. (Come è capitato a me. Con un acino d’uva).

Capite subito dove sono gli stand che volete visitare. Appena arrivati, segnatevi sulla mappa gli stand degli editori che volete assolutamente omaggiare e preparatevi un elenco. Se non lo farete, vi ritroverete a schizzare da una parte all’altra del Salone all’ultimo momento, ostacolati da una folla che, ovviamente, procederà in direzione ostinata e contraria.

Guardate prima il programma. Non riducetevi a studiarlo all’arrivo al Lingotto( come finisco sempre per fare io). Tenete in considerazione che per gli eventi più ambiti dovete contare anche il tempo che passerete fuori dalla sala in attesa di un posto.

Non abbandonate mai, per nessun motivo, la busta con i vostri acquisti. Basta un attimo di distrazione per perdere il vostro bottino.

Salone del libro Torino 2018c

Potrei aggiungere una miriade di altri piccoli spunti, come indossate scarpe comode, portatevi dietro molta acqua, scegliete per visitarlo amici pazienti e capaci di autogestirsi quando gli interessi per un evento o uno stand non coincidono.

Ma sopratutto, divertitevi e cogliete l’occasione per conoscere libri ed editori nuovi. Se avete il Libraccio, se avete poco tempo, e datevi all’esplorazione.

Godetevela, che il Salone è sempre il Salone. 

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