Libri ed editoria, Russia

I migliori libri sulla Russia secondo Pushkin House

La shorlist del Pushkin House Russian Book Prize 2018

Fondato nel 1954 da un gruppo di emigranti russi, il Pushkin House è il più longevo centro di cultura russa sul territorio britannico.

Il periodo della fondazione coincide con una fase di estremo interesse per il mondo sovietico appena uscito dalle mani di Stalin. I primi anni di attività del Centro videro la prima visita in Gran Bretagna delle compagnie del Bol’šoj e del Kirov.

Ma erano frequenti anche le visite di scrittori sovietici.

Fin da subito, infatti, l’obiettivo del Centro è stato promuovere la cultura russa in tutte le sue forme, creando un ambiente in cui persone di convinzioni politiche anche diametralmente opposte potessero incontrarsi e discutere in uno spazio “neutro“.

800px-Pushkin_House,_London
La sede della Pushkin House (Matt From London at https://www.flickr.com/photos/57868312@N00/3934889764)

A partire dal 2013, in più, ha istituito il suo specifico premio letterario, che seleziona una shorlist di cinque lavori di saggistica particolarmente significativi per la comprensione del mondo russo.

I lavori devono essere necessariamente pubblicati in lingua inglese, e l’attività di traduzione da altre lingue viene attivamente promossa e ricercata.

L’obiettivo del premio è di attrarre sempre più curiosi verso il mondo russo, cercando di instaurare un circolo positivo: si spera che il lettore che si avvicina a uno dei libri scelti grazie al Premio continui poi a leggere sulla Russia, costruendosi una conoscenza sul Paese che esuli dagli stereotipi con cui ci bombardano le cronache.

Le edizioni precedenti

Non vi preoccupate, non intendo ammorbarvi con una lista infinita di tutti i libri passati tra le mani dei giurati negli ultimi sei anni.

Quello che mi interessa invece è fare una carrellata delle linee generali di una saggistica interessantissima, vivace e (sovente) con un piglio fresco di cui purtroppo da noi in Italia arriva pochissimo.

Osservare le short list degli anni passati significa farsi un’idea, almeno parziale, delle direzioni della saggistica contemporanea dedicata alla Russia.

Tra gli argomenti ricorrenti troviamo:

  • Stalin: le varie fasi della sua vita, scalata al potere, monografie specifiche, studi sulle Grandi Purghe e il Gulag);
  • La realtà odierna del Paese, articolata sui vari temi del viaggio, della geopolitica, della vita nelle città;
  • Il crollo dell’Impero zarista, e, in parallelo, lo sfaldamento dell’Urss;
  • storia e cultura: balletto, cibo, personaggi russi insoliti, la vita quotidiana nell’Urss o in maniera totalmente opposta, nelle famiglie nobiliari prima della Rivoluzione;
  • La Guerra Fredda.

Naturalmente, i vincitori dei diversi anni sono indicativi di queste tendenze, sopratutto di quella che guarda alla fine dei due imperi e alla storia dell’aristocrazia russa.

  • 2017.Rosalind P. Blakesley. The Russian Canvas: Painting in Imperial Russia * 1757-1881
  • 2016. Dominic Lieven. Toward the flames. Empire, War and the end of Tsarist Russia.
  • 2015. Serhii Plocky. The Last Empire. The Final days of Soviet Union.
  • 2014. Catherine Merrydale. Red Fortress. The secret heart of Russian History
  • 2013. Douglas Smith. The Last days of Russian Aristocracy.

La short list di quest’anno

Quest’anno la scelta dei sei libri da inserire in short list era carica di particolare responsabilità, dato la crescita costante della paranoia e della russofobia nel contesto geopolitico attuale.

Citando Sir Klegg, il presidente della Giuria

Ciascuno di questi titoli darà a qualsiasi lettore una migliore comprensione della storia, della cultura e delle prospettive della Russia. E, considerate le attuali tensioni tra la Russia e l’Occidente, comprendere non è mai stato così importante.

  1. Armageddon and Paranoia: The Nuclear Confrontation. Rodric Braithwaite (Profile Books). Dopo il lancio della bomba nucleare nel 1945 nulla è stato più lo stesso. Per tutta la Guerra Fredda entrambi i fronti ampliarono la ricerca degli arsenali nucleari, temendo al tempo stesso la possibilità di distruggersi a vicenda per un errore. Era la paranoia nucleare.
  2. Other Russias. Victoria Lomasko. (Penguin). Come è oggi vivere in Russia? E sopratutto, quante Russie ci sono? Victoria Lomasko ha viaggiato nel cuore della Russia, incontrando chi vive in provincia, spesso in condizioni di disagio e lontano dalle scintille delle due capitali.
  3. The War Within: Diaries from the Siege of Leningrad. Alexis Peri (Harvard University Press). L’assedio di Leningrado è una pagina storica terribile e spesso trascurata. Il curatore raccoglie testimonianze inedite, tratte da oltre 125 diari, scritti da chi per due anni e mezzo visse con i nazisti fuori dalla porta di casa.
  4. Stalin’s Meteorologist: One Man’s Untold Story of Love, Life, and Death. Olivier Rolin (Penguin). Nel 1934, appena all’inizio delle Grandi Purghe staliniane, il meteorologo Alexej Wangenheim viene arrestato e condannato a un campo di lavoro nel Nord. Olivier Rolin ha ritrovato e raccolto le lettere e gli splendidi disegni naturali che il prigioniero aveva inviato alla moglie e alla figlia.
  5. The House of Government: A Saga of the Russian Revolution. Yuri Slezkine (Princeton University Press). Un po’ Guerra e Pace, un po’ Arcipelago Gulag, il libro di Slezkine racconta la storia degli inquilini del grande condominio dove vivevano i quadri alti del Partito. Un vero microcosmo, ridotto a una casa infestata dopo che i suoi abitanti vennero decimati dalle purghe.
  6. Gorbachev: His Life and Times. William Taubman (Simon and Schuster. Viene ricostruita non solo la figura ufficiale dell’ultimo uomo dell’Urss, ma anche il suo percorso personale e familiare, attraverso interviste ad amici e avversari, materiali d’archivio, foto e altri reperti.


Il 7 giugno verrà dichiarato il vincitore, durante una cena formale che si terrà nella sede della Pushkin House.

A noi non resta che attendere, e magari aggiungere qualche libro alla nostra lista delle letture future.

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