Cose belle random

DamNation. E tu da che lato stai?

C’è una guerra tra i ricchi e i poveri, ed è appena cominciata.

Leonard Cohen.

E continua:

C’è una guerra tra l’uomo e la donna, c’è una guerra tra quelli che dicono che c’è una guerra e quelli che dicono che non c’è .

C’è una guerra tra quelli di sinistra e quelli di destra, una guerra tra i neri e i bianchi, una guerra tra il cuore e la mente.

There is a war.

La storia di DamNation, splendida serie tv ambientata nell’Iowa degli anni della Grande Depressione, parla proprio di questa guerra.

Premessa : è anche una delle opere più vicine al realismo socialista che io abbia mai visto in vita mia.

La narrazione tipo del realismo socialista prevede un personaggio principale dotato di grandissimo carisma personale che guida le masse nell’affrontare e superare una sfida: può trattarsi di uno sciopero, di dover ricostruire una fabbrica, organizzare un villaggio collettivizzato, aumentare la produzione. Nel corso della storia si susseguono difficoltà e inconvenienti di vario genere; ma sopratutto, il nostro eroe dovrà vedersela con il nemico mandatogli contro dal capitalismo, un perfido crumiro, o un sabotatore , che farà di tutto per farlo fallire.

E in DamNation ci viene riproposta una storia che si dipana esattamente su queste linee portanti.

Il predicatore Seth Davenport non è chi dice di essere. Da anni lui e sua moglie Amelia viaggiano per l’America, laddove ci sono conflitti sociali, nel tentativo di rovesciare lo status quo. Quando arrivano in una cittadina dell’Iowa, Seth finisce per diventare il leader dei contadini locali, schiacciati dai debiti e a grave rischio di perdere le proprie terre.

Nell’America colpita dalla Grande Depressione il gioco delle banche è semplice: tenere ridicolmente bassi i prezzi dei prodotti agricoli e poi passare all’incasso più tardi, pignorando le fattorie di chi non è riuscito a pagare le ipoteche.

Seth e Amelia organizzano uno sciopero con l’intento di affamate la città. Nessuno vende più i propri prodotti, l’emporio locale resta vuoto, e se i contadini restano uniti, i prezzi dovranno essere riportati a tassi decenti.

È a questo punto della storia che arriva la nemesi di Seth, il crumiro Creeley Turner, detective della Pinkerton, mandato dalle banche per riportare l’ordine e schiacciare lo sciopero.

Da che parte stai?

Creeley ha dalla sua il fegato, la crudeltà e la totale mancanza di scrupoli. Per quanto sia una persona odiosa rimaniamo affascinati dalla sua astuzia e dalla sua capacità di manipolare gli altri. Riesce a dividere contadini e allevatori con un semplice trucco: facendo notare che il grano non venduto si conserva, il latte no. In questo modo il fronte degli scioperanti si spacca, e la rivoluzione appena cominciata inciampa.

Lo odiamo, eppure dobbiamo riconoscere che nel suo lavoro è molto, molto bravo.

Seth dispone a sua volta volta di coraggio e astuzia, ma, a differenza di Creeley, ha anche una fortissima umanità e la forza di usare queste capacità per aiutare le persone, e non distruggere. Dove Creeley agisce con la freddezza di un serpente, Seth soffre, dubita, si dispera, si infuria.

Dalla sua Seth ha la forza di una fede che impianta sul corpo cristiano elementi di socialismo rivoluzionario. Gesù è visto come il primo dei ribelli, l’amico dei poveri, non dei ricchi sfruttatori e l’unica possibilità di vittoria consiste nel lasciar perdere le divergenze personali e unirsi, diventare parte di un unico corpo, quello di Cristo.

In più , può contare sulla più affilata delle armi, l’intelligenza di sua moglie Amelia, che sotto pseudonimo scrive fogli di propaganda che si diffondono in tutta l’America.

Scopriamo abbastanza presto che anche Seth non è persona che si lasci accarezzare contropelo facilmente, e che non è la prima volta che la sua strada e quella di Creeley si incrociano . Nel loro passato c’è una tragedia che è rimasta insoluta.

Passo dopo passo lo sciopero si trasforma passo dopo passo in lotta armata.

La guerra sta appena cominciando

Quello che era cominciato come uno sciopero per i prezzi finisce per trasformarsi in una piccola guerra civile man mano che sempre più persone rimangono coinvolte.

Entrano in gioco la questione razziale, lo sfruttamento degli operai nelle grandi città, il passato complicato di Seth e Creeley, e una vendetta terribile che incombe su tutti loro.

Mentre le parti si dispongono sul fronte, seguiamo anche le peregrinazioni per l’America di Connie, la vedova di un crumiro che cerca vendetta per il marito bruciato vivo.

Connie è solo la più cattiva tra le varie donne fortissime che caratterizzano DamNation. Non dobbiamo dimenticarci che la guerra universale comprende anche la questione femminile, la supremazia dell’uomo sulla donna e la lotta di chi invece vuole essere padrona del proprio destino.

In DamNation alle donne spetta il lavoro sul fronte interno, quello non meno importante delle retrovie. Molto verrà dipenderà dalle decisioni prese dalla donne, infatti: non c’è solo la ferocia di Connie all’opera , ma anche la fredda intelligenza di Amelia, il percorso di autoconsavolezza di Bessie, la prostituta nera che dapprima collabora con Creeley e poi finisce per innamorarsene; la ribellione della vedova del capo dei contadini, ucciso da Creeley per fermare lo sciopero.

Mentre la società viene messa sottosopra, nessuno resta uguale a come era all’inizio, nel bene e nel male.

Neppure sapevo che ci fosse una guerra.

Cercando di limitare al massimo gli spoiler, è importante evidenziare che una delle grandi forze della narrazione di Damnation è proprio la capacità di evoluzione dei personaggi.

Quando si arriva allo scontro finale, nessuna delle persone coinvolte è la stessa che abbiamo incontrato all’inizio .

La guerra che le banche hanno dichiarato alla provincia rurale americana e il loro desiderio di radere al suolo un mondo intero in nome del progresso, fanno sì che persone che si odiano si trovino a combattere fianco a fianco, unite dalla determinazione a salvarlo, quel mondo.

Queste metamorfosi nascono dall’esperienza diretta di ogni singolo personaggio di quanto possa essere crudele la guerra dei ricchi contro i poveri, che ci scorre affianco tutti i giorni senza che ce accorgiamo, fino a quando non ci colpisce di persona.

Tale è la forza di questa violenza che arriva a far cambiare idea persino alla persona che sembra più irrecuperabile, quel Creeley che fermava gli scioperi con cinica efficienza.

Ed è da questo cambiamento che comincia la guerra vera. Quelli che sembravano più deboli rispondono.

E tutto diventa possibile.

Per chiudere sempre con Cohen:

Non sopporti quello che sono diventato / preferisci il gentiluomo che ero prima/ era così facile sconfiggermi, era così facile controllarmi / io neppure sapevo che ci fosse una guerra.

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