Libri ed editoria

Alice Sebold. Amabili resti

Cosa voleva dire morta? Si chiese. Voleva dire persa, voleva dire inerte, voleva dire andata via.

Susie Salmon ha appena 14 anni quando una sera non torna a casa. Susie, con il suo cappello con il pon-pon tintinnante e i pantaloni a zampa d’elefante gialli è svanita nel nulla. Qualche giorno più tardi il cane dei vicini porterà a casa il pezzo di un cadavere, un gomito. Ed è tutto quello che verrà mai ritrovato di lei.

È Susie stessa a raccontarci quello che le è successo, perché non è mai andata via del tutto. Appena morta ha superato quella linea invisibile che separa i morti dai vivi, ed è entrata nel suo personalissimo “Cielo”.

Da lì vede la sua famiglia e i suoi amici, ma non può entrare in contatto con loro, o raccontargli in maniera chiara cosa le è capitato.

E così lo racconta a noi: la sera che è scomparsa ha incontrato sulla sua strada il suo vicino di casa, Mr Harvey. E proprio quell’uomo che chiacchierava con suo padre, e che era considerato strano ma innocuo da tutto il quartiere l’ha violentata, uccisa e fatta a pezzi.

Susie non è la prima vittima di Harvey, perché quest’ultimo ha alle spalle una lunga carriera di omicidi, sotterfugi e orrori. Ha le risorse necessarie per ingannare la polizia, e anche nel caso di Susie riesce a farla franca, continuando a vivere tranquillamente nella sua villetta verde mentre nella casa accanto la famiglia Salmon va lentamente a pezzi.

Solo il padre di Susie, Jack, ha sempre sospettato di Harvey, e si è aggrappato alla speranza di poterlo incastrare , sorretto dal grande, disperato amore per la figlia perduta. Ma l’amore non basta, quando non è mai stato ritrovato un corpo.

A Susie non resta che osservare come la sua famiglia cerca di convivere con la sua assenza, e che per molto tempo non sa come maneggiare quella bomba che ha sventrato la loro casa. Perchè la sparizione di Susie è come una voragine nel pavimento del salotto: puoi girarci intorno, ignorarla, far finta che non ti serva passare per il salotto, ma inevitabilmente prima o poi ci cadrai dentro.

E questo baratro non è solo nella casa e nel cuore della sua famiglia, ma anche in quelli tra i suoi amici che non l’hanno mai dimenticata: Ray, il primo ragazzo che l’ha baciata, e l’enigmatica Ruth, giovane poetessa che riesce a sentire la presenza dei morti.

Man mano che passano gli anni Susie vedrà sbocciare i primi timidi fiori intorno a quella voragine.

E capirà che l’unica alternativa possibile per tutti, anche per lei, è andare avanti.

Amabili resti copertina recensione

Avete presente il vecchio gioco di immaginare il nostro funerale, o come andrebbe avanti il nostro mondo senza di noi?

Questo è quello che fa Susie, ferma in eterno a 14 anni: osserva le persone che ha conosciuto che sono costrette ad andare avanti, per quanto segnate dalla sua perdita. Perchè è questo che separa i vivi e i morti: i primi devono per forza proseguire, anche se questo significa allontanarsi da chi non c’è più.

Amabili resti è in primis un romanzo su cosa significhi perdere qualcuno, e sui tanti modi diversi di raccogliere i pezzi. Ciascun modo appartiene a una persona soltanto.

Non c’è un modo giusto o sbagliato di reagire: la famiglia Salmon si spacca, e potrà saldarsi solo quando tutti avranno portato a compimento il proprio percorso. Nel corso della storia capiamo anche che una famiglia non si fonda solo sui legami di sangue: ma di persone eccezionali come i fratelli Hackler, che diventeranno i guardiani e il sostegno dei Salmon rimasti.

Il romanzo è una lettura straziante, non solo perché è impregnato del senso ineluttabile della perdita (anche se Harvey venisse incastrato, o massacrato da Jack Salmon, Susie non può tornare indietro) ma perché ci porta a chiederci quale cammino sceglieremmo noi se venissimo colpiti da una simile sciagura.

Sceglieremmo la fuga, come Abigail, la madre? O diventeremmo il sostegno di chi è rimasto, come Lindsey, la sorella minore? Verremmo sorretti da una feroce volontà di vendetta, come Jack, o decideremmo di mettere la testa a posto, come la stralunata nonna Lynn?

Per tutti noi, alla fine, la strada sarebbe una sola: andare avanti, vivendo le gioie e gli eventi che Susie non ha potuto assaporare.

Amabili resti Alice Senbold recensione

Come canzone abbinata ho scelto Sisters and brothers del gruppo di Nashville The Vespers.

Composta da due fratelli e due sorelle, il gruppo appartiene al genere folk e americana, e si è formato nel 2009.

La canzone fa parte del loro terzo album, l’omonimo Sisters and brothers.

La perdita di Susie spinge i Salmon e i loro amici a prendersi cura gli uni degli altri per cercare di superare questa tragedia: per questo ho selezionato una canzone che parla proprio della necessità di curare le persone a cui vogliamo bene.

“Noi conosciamo già come finisce la storia/ non dobbiamo preoccuparci delle piccole cose / Prenditi cura delle tue sorelle/ non dimenticare i tuoi fratelli/ dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri”.

https://youtu.be/0c7kJhCfrhY

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