Alfabeto Sovietico, Senza categoria

Alfabeto sovietico: A come Agitacija

Nasce oggi il prontuario del Troubadour per farvi capire meglio la cultura sovietica. Accarezzavo da un po’ di tempo l’idea di un ciclo di post che aiutasse a leggere sovietico chi sovietico non è.

Oggigiorno nessuno è più sovietico , mi direte voi. È vero. Ma resta il fatto che la letteratura sovietica proviene da un altro mondo,un mondo che ormai non esiste più, e che a maggior ragione è diventato difficilmente comprensibile per chi ci si avventura senza gli strumenti adeguati.

In loro e vostro soccorso arriva l’ Alfabeto Sovietico: per ogni lettera spiegherò un concetto o un personaggio sovietico, per aiutarvi a costruire la vostra personalissima mappa.

Siete pronti?

Specialmente se state leggendo qualcosa scritto ( o relativo a) i primi anni dell’Unione Sovietica, è molto probabile che vi imbattiate in termini come agit-prop, agit-otdel‘ e molto altro ancora.

Tutti loro vengono da “agitacija“. Ma cosa è l’agitacija?

Letteralmente, si tratta del fomentare le rivolte spontanee popolari attraverso un’azione di sostegno e organizzazione politica; ma nell’ecosistema sovietico si fonde con la propaganda, secondo uno degli assiomi fondamentali del leninismo: bisogna non solo fomentare le masse, ma risvegliare in loro una consapevolezza politica attraverso la propaganda, diffondendo le idee socialiste.

Non ci può essere agitacija senza propaganda né, viceversa, propaganda senza agitacija.

Gradualmente il ruolo dell‘agitacija si espanse dalla sfera politica ai vari settori della vita quotidiana: era diventata un mezzo per sensibilizzare la popolazione e fomentare la lotta contro l’alcolismo, l’analfabetismo, il degrado sociale e le cattive condizioni igieniche.

Andiamo però con ordine.

Agitacjia starter pack

La prima cosa da tenere a mente è che l’agitacija, prima di realizzarsi nella pratica, nasce come elemento facente parte di un sistema teorico, quello del socialismo come scienza. Una rivoluzione socialista è impossibile senza una crescita delle masse rivoluzionarie ; la crescita di quest’ultime è impossibile senza che vengano a contatto con la teoria socialista.

Compito fondamentale del socialista, quindi, deve essere diffondere le idee presso le masse, istruendole e contribuendo ad aumentare il bacino di riferimento.

Il proletariato, infatti, può sviluppare autonomamente scontri indirizzati al raggiungimento di specifici diritti, ma non una coscienza socialista globale, o una comprensione di classe degli sviluppi nazionali.

Ecco che ritorna, dunque, l’obiettivo principale già citato: fomentare quelle lotte che il proletariato svolge in autonomia, e integrarle con un surplus di conoscenza politica, in modo da dare loro un terreno di scontro più generale. Unire la teoria con la pratica, dunque; e quindi l’agitacija nei tempi precedenti alla Rivoluzione veniva diffusa sia capillarmente, sia in momenti in cui si verificavano scontri precisi.

Un esempio? Scontri in fabbrica, o il fronte della Prima Guerra Mondiale, dove a volte i soldati si ribellavano spontaneamente ai soprusi degli ufficiali.

Rivoluzione e Guerra Civile.

Quando nel 1917 i bolscevichi presero il potere, si trovarono di fronte a una situazione nazionale da incubo. Le roccaforti operaie sul cui sostegno potevano contare si limitavano alle città di grandi dimensioni: il resto della Russia era un mare contadino affamato, stremato da quattro anni di conflitto mondiale e sospettoso nei confronti di tutto ciò che veniva dalla città.

Il tasso di analfabetismo era altissimo.

Mentre le potenze straniere premevano sui confini per stroncare la rivoluzione, la guerra mondiale proseguiva, si correva pure il rischio di un collasso della situazione interna. Cosa che effettivamente successe con lo scoppio della Guerra Civile.

In ogni caso l’analfabetismo imperante e le difficoltà di comunicare all’interno di un territorio enorme rischiavano di separare i bolscevichi anche da chi in potenza era disposto a sostenerli. Come comunicare con delle masse che non sanno né leggere né scrivere e si trovano a migliaia di chilometri?

La soluzione venne trovata con un forte sviluppo del settore dell‘agitprop: tutti gli intellettuali e gli artisti favorevoli alla Rivoluzione vennero chiamati alle armi. Vennero prodotti cartelloni, manifesti, riviste, filmati, discorsi registrati su disco. Per tutto il territorio si diffusero treni e traghetti decorati e attrezzati appositamente come centri di diffusione dei materiali e di informazione.

Lo scoglio dell‘analfabetismo venne superato incrementando l’elemento visuale,e, sopratutto, riprendendo le forme (sia testuali che visive) tipiche della tradizione delle stampe popolari. Canzoni, rime popolari e aneddoti erano infatti diffusi su stampe economiche (lubok) , dove a vignette stampate in maniera molto semplice venivano accompagnate due o tre righe di testo, generalmente strutturate secondo il genere popolare della častuška, molto cantilenante e simile a una filastrocca.

Con gli stessi mezzi, ora, venivano raccontate la lotta tra proletari e capitalisti o la situazione sui vari fronti della Guerra Civile.

Un nuovo mondo, una nuova agitacija.

Alla fine i bolscevichi riuscirono a vincere la Guerra Civile. Ma a che prezzo?

Quando nel 1922 finalmente l’Unione Sovietica viene al mondo la situazione economica è disastrosa. Gli anni del conflitto civile hanno distrutto il tessuto produttivo sia industriale sia agricolo del Paese e raso al suolo quei primi, maldestri tentativi di modernizzazione cominciati con estremo ritardo, quasi a ridosso della Guerra Mondiale.

La sopravvivenza dell’intero sistema è appesa a un filo: viene così deciso di aprire nuovi, controllati spazi a meccanismi capitalisti come il piccolo commercio, naturalmente sotto il controllo dello Stato. È la Nep, la Nuova Politica Economica.

I problemi non sono però solo di natura economica, ma anche sociale: il numero di orfani è altissimo, le condizioni di vita precarie. C’è da organizzare un intero popolo, strutturare scuole, fabbriche, sistema di trasporti, centrali energetiche.

Insomma, la guerra non è finita. Una lunga serie di battaglie si dipana di fronte all’Unione Sovietica: e l’unico modo di vincere è fomentare la popolazione per assicurarsene l’impegno e il supporto.

L’agitacija diventa quindi uno specchio della società sovietica, cambiando con essa: nel corso degli anni sensibilizzerà l’opinione pubblica su temi come la lotta all’alcolismo, l’importanza dell’istruzione, la cura dell’igiene personale, l’attenzione a una vita attiva; ma anche su questioni come la corsa all’industrializzazione e alla collettivazione dell’agricoltura.

Naturalmente le forme del lubok verranno progressivamente abbandonate a favore di vesti grafiche più moderne; ma per tutta l’esistenza dell’Unione Sovietica l’agitacija sarà lì, sorta di camaleonte grafico sempre pronto, all’occorrenza, a fomentare e propagandare.

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