Libri ed editoria

La Lista Infinita in viola

Volete leggere secondo il colore dell’anno?

Un po’ di tempo è trascorso dall’ultimo episodio della Lista Infinita, rubrica, ricordiamoci, che vi spinge sempre a scoprire (e comprare) nuovi libri, anche se ne avete ancora cinquanta da cominciare a leggere.

Mentre io nicchiavo, il Pantone Color Institute ha avuto modo di selezionare e annunciare il colore dell’anno 2018: trattasi di Ultra Violet, uno splendido viola, che, secondo il comunicato ufficiale, allude “ai misteri del cosmo, alle sfide che ci aspettano e alle scoperte che ancora attendono di essere svelate”.

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Insomma, un colore particolare e molto evocativo.

Perché, allora, non usarlo come spunto per trovare letture altrettanto particolari ed evocative? Vi propongo cinque libri: tra loro c’è un libro con cui ero fissata a sedici anni, mentre gli altri sono inseriti nell’autentica lista infinita delle letture future. Tutti loro nell’edizione italiana si gloriano di una copertina Ultra Violet (o che ci va molto vicina).

Invisible Monsters, Chuck Palahniuk, Mondadori

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Per un certo periodo sono stata totalmente ossessionata da questo libro, il primo che leggevo di Chuck Palahniuk ( che sarebbe poi diventato il mio scrittore- guida durante l’adolescenza, ma questa è un’altra storia).

Shannon MсFarland è una bellissima modella, ma un giorno viene sfigurata da una fucilata sparata da ignoti, che le distrugge la mascella. Da quel momento Shannon non è altro che un “mostro invisibile”, sepolta sotto strati e strati di bende.

La sua vita sembra finita: ma ecco che appare la splendida transgender Brandy Alexander, che la trascina in un delirante viaggio all’interno degli Stati Uniti. Brandy, Shannon e il suo ex-fidanzato Mannus (una sorta di Ken umano) vagano per il Paese vendendo al mercato nero i medicinali rubati in casa di vecchie e ricche donne.

L’unico scopo del viaggio è la fuga: da sé stessi, dal tempo che scorre, da una società che ha la bellezza plastificata come unico valore.

Infinite Jest, David Foster Wallace, Einaudi

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David Foster Wallace è un mio grande amore di cui ho però letto le opere in maniera discontinua e disordinata (come mi capita sovente con le cose da me molto amate). Ho adorato La scopa del sistema e La ragazza dai capelli strani , ho spizzicato da Tennis, Tv, Trigonometria, Tornado e altre cosa divertenti che non farò mai più; ma non ho mai affrontato quel titano che è Infinite Jest.

La trama – che tuttavia, come spesso accade con Foster Wallace, non è l’elemento cruciale- si incentra sulla cartuccia smarrita di un film la cui visione provoca un piacere fisico talmente intenso da rendere catatonici gli spettatori, che da quel momento perderanno interesse per qualsiasi cosa che non sia la continua visione del film stesso.

Questo film, intitolato dal suo autore Infinite Jest, incarna il parossismo della dipendenza, uno dei temi centrali del libro insieme all’agonismo (rappresentato dal tennis) la pubblicità e l’industria dell’intrattenimento che diventano alienanti.

Per ora non dico altro: prima o poi lo leggerò.

Il colore viola, Alice Walker, Frassinelli

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Il libro di questa lista per eccellenza, direi.

Nutro peraltro il dubbio che in un qualche momento questo libro mi sia stato regalato, ma sia poi andato perduto (senza che io abbia avuto occasione di leggerlo) durante il Grande Trasloco, ossia quando mia madre ha venduto la casa dove ho vissuto dai 12 ai 18 anni.

La vita di Celia non è mai stata facile. Passa dalle mani di un padre che ha iniziato a violentarla a 14 anni, per poi far sparire i due bambini nati dalle violenze, a quelle di un marito che vuole solo una serva che segua la casa e i bambini che ha avuto dalla moglie precedente.

L’unica cosa che la salva sono le lettere: lettere che scrive prima a Dio, poi alla sorella che ha avuto la forza di sfuggire alle violenze. Tutto cambia, però, quando a casa sua arriva Shug, la donna amata dal marito.

A quanto pare, la vita riserva molte sorprese a Celia; e, soprattutto, ha parecchi debiti nei suoi confronti.

Amabili resti, Alice Sebold, E/O

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Confesso: l’ho acquistato da poco, cedendo infine all’impulso che si era ripresentato più volte. 

Susie ha 14 anni. Susie è morta. Mentre tornava da scuola qualcuno l’ha adescata, stuprata e fatta a pezzi. Ma Susie c’è ancora: segue dal cielo la vita della sua famiglia e dei suoi amici, spezzata dalla sua morte, e fa il tifo per suo padre, che, a differenza della polizia, ha capito chi è il vero assassino.

In questo momento sono in giro con Bill Bryson nella sua America Perduta: ma appena torno, Amabili Resti sarà la mia prossima lettura.

Delhi, Khushwant Singh, Neri Pozza

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Baghmati è per metà uomo e per metà donna, ha seicento anni e l’energia di entrambi i sessi. Ma il suo grande amore non è uomo né donna, ma una città, Delhi, che Baghmati spia con occhi gelosi nel corso dei secoli, e di cui conosce tutti i segreti. 

Per le vie di Delhi si affollano personaggi che, nel corso della storia, hanno reso la città quel luogo magico e mistico che conosciamo.

Le recensioni che ho letto sono molto discordanti: alcuni lo criticano ferocemente (troppo sesso e troppo sangue) altri lo elogiano.

La mia curiosità aumenta.


Tovarishi, la lista è completa. Spero di avervi dato dei buoni spunti per letture in tinta. Le prossime Liste Infinite saranno d’ora in poi a tema: aspettatevi sorprese.

Un pensiero riguardo “La Lista Infinita in viola”

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