Libri ed editoria

Un giorno a Più Libri Più Liberi ’17

lTra amici vecchi e nuovi, un nuvola gigante, montagne di libri e una città che non è facile dimenticare

Ho vissuto a Roma un anno e mezzo, e ogni volta che ci torno è subito malinconia. Non voglio tornare indietro, però piglia sempre un po’ di tristezza: è come quando si incontra un vecchio amico che abbiamo smesso di sentire molto tempo fa, o una vecchia cotta. 

Non possiamo riavvolgere il tempo all’indietro, spesso non lo vogliamo neppure, eppure quel sapore amaro resta in bocca, come quando ci ostiniamo a mangiare un biscotto con il fondo bruciato.

L’ultima occasione è stata ieri, e ci sono andata per l’edizione 2017 di Più Libri Più Liberi, Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. A tutti gli effetti, non c’è nulla di meglio di una passeggiata tra i libri per portare via ogni sentimento malinconico.

L’edizione di quest’anno è la prima in una veste totalmente inedita:  la fiera ha infatti abbandonato la storica sede del Palazzo dei Congressi per trasferirsi al nuovo Roma Convention Center, casa della (a seconda dei casi) amata/odiata Nuvola.

IMG_20171208_132830.jpg

In realtà la Nuvola ha bisogno di una visita a parte: se rimanete nella zona degli stand editoriali vi troverete in una sorta di “sottotetto”: la Nuvola si trova infatti nella zona superiore, dove ci sono gli stand istituzionali (Robinson, Radio Libri, Associazione Italiana Editori, per citarne alcuni) e da lì dovete prendere un’ulteriore scala mobile per poter entrare “tra le nubi”- o se, siete fanatici di Conrad, tra le ossa di Moby Dick:

IMG_20171208_133508.jpg

 

L’anno scorso avevo potuto godermi poco la fiera, sfruttando ogni ritaglio di tempo che sfuggiva al servizio perenne allo stand e all’organizzazione delle presentazioni.

Essere un cane sciolto, o un freelance che dir si voglia, ha tanti difetti ma alla fine tira fuori anche qualche vantaggio: ad esempio, quello di poter girare una fiera con i tempi giusti, quelli che servono per valutare con calma quali libri comprare e per salutare come si deve amici e conoscenti senza sembrare delle palline da flipper impazzite.

Perché andare in fiera serve anche a questo: a riallacciare contatti con persone che non vedi da un po’, ad abbracciare chi magari senti spesso al telefono o per mail ma non vedi in viso da mesi, a stringere la mano a qualcuno con cui collabori su Internet da anni, ma anche ad associare una faccia a nuovi amici che stanno dietro pagine Facebook o profili Instagram.

E le chiacchiere servono anche a inquadrare meglio la situazione del settore: la domanda che chi ci si fa più spesso vicendevolmente è “Cosa ne pensi di questa fiera?”. Questo perché nella risposta si condensano le risposte già date da altri, creando un tessuto vivo e palpitante di gente che comunica e si scambia info per interposta persona, magari senza essersi mai incontrata.

Per quest’anno, la risposta è stata positiva per tutti: non solo c’è più gente, ma la nuova struttura permette una migliore fruizione. Il problema principale della vecchia sede era che tendeva a trasformarsi in una specie di labirinto spiraliforme, che nei giorni di maggiore affluenza si riempiva di utenti frastornati e di addetti agli stand che non trovavano più il proprio stand.

Bisogna dare alla Nuvola ciò che è della Nuvola: anche lei ha aiutato ad attirare il pubblico con le sue forme sinuose e incomprensibili.

E poi, naturalmente, ci sono i libri: un’offerta, così grande, così multiforme, che rischia non solo di far girare la testa, ma anche – come diretta conseguenza del succitato giramento di testa- di infliggere alle finanze consistenti ferite.

In un impeto di responsabilità sono riuscita a contenermi,a sfuggire alla sindrome del “ma o compro oggi o non compro più, ci sto solo un giorno!” e a prendere “solo”tre libri:

Mick Wall, Guns’n’Roses. Gli ultimi giganti del rock, Tsunami Edizioni.

Matteo Guarnaccia, Il grande libro della psichedelia, Hoepli.

Marco Mancinelli, Al di là dell’oscurità e del tempo, Bakemono Lab

Avrei comprato molto, molto altro: ma ho messo a tacere le tentazioni compilando una rutilante e vagamente insensata lista, che prenderà forma in un numero speciale de La lista infinita dedicato appositamente a Più Libri Più Liberi.Per ora, tovarishi, mantengo il riserbo sulle tentazioni inflitte alla mia bulimia libraria.

La mia Guida Ottimista si è rivelata splendidamente tale: sono riuscita a vedere solo uno degli eventi che mi ero selezionata per questo 8 dicembre, la presentazione di Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio.

La fiera sarà ancora aperta sabato e domenica: ricordatevi che gli sconti più succulenti verranno offerti domenica sera, in chiusura, per sconfiggere l’incubo ricorrente dello standista: le scatole da richiudere prima che la fiera spenga le sue luci.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.