Libri ed editoria

Richard Cox: Un’estate da ragazzi

“Una tempesta minaccia la mia vita/ proprio oggi/ e so che se non trovo riparo, verrò spazzato via”

Questo non lo dice Richard Cox, in realtà, ma Mick Jagger nella canzone Gimme Shelter. Canzone che – da appassionata degli Stones quale sono – mi è tornata immediatamente in mente appena ho iniziato la lettura di Un’estate da ragazzi.

Trama

Nel 1979 un tornado si abbatte sulla cittadina di Wichita Falls, cambiando per sempre la vita dei suoi abitanti. La tempesta ha portato via ad Adam, Bobby e Jonathan persone amate, e ha dato a David un dono misterioso, la cui natura si manifesterà solo più tardi.

Ma sopratutto il tornado ha cambiato la vita di Todd, che a causa delle ferite alla testa rimane quattro anni in stato di catatonia. Quando finalmente si sveglia, i fili di sogno e realtà si sono ingarbugliati ormai in maniera irrimediabile. Ed è a questo punto che Todd incontra gli altri ragazzi. Siamo in estate, la scuola è finita, tutti i ragazzini della città sono liberi di scorrazzare. È il momento giusto per farsi nuovi amici.

Ma Todd non vuole solo avere nuovi amici: inizia a capire che il suo rapporto confuso con la realtà e le cose che gli appaiono in sogno possono anche essere un dono, non solo una maledizione. Todd vuole dei seguaci per trasformare quell’estate in qualcosa di diverso da tutte quelle vissute prima.

L’estate finisce in tragedia e il gruppo si spacca. Ma Todd non ha ancora detto l’ultima parola.

Venticinque anni più tardi Wichita Falls viene nuovamente funestata dagli incendi dolosi che l’avevano colpita quell’ultima estate.

Sembra che un terribile anello si stia chiudendo intorno alla città: e così il vecchio gruppo di amici si riunisce, consapevole che ci sono molti conti in sospeso. Mentre la storia sembra ripetersi, il dono di David inizi a sfuggire al suo controllo…

Un'estate da ragazzi copertina

Critica e altre recensioni

Richard Cox pesca a piene mani dal repertorio della nostalgia anni ‘80, una scelta facile in quest’anno che vede il ritorno di IT e la celebrazione della seconda stagione di Stranger Things.

In Internet ho trovato diverse recensioni che gli rinfacciano proprio di aver preso molto in prestito senza aver restituito altrettanto, senza aver aggiunto abbastanza del suo. La sensazione del mash-up di molte cose diverse è effettivamente ben percepibile, anche per chi come me ad esempio non ha mai letto It o guardato Stranger Things (per ora).

Ho cercato di farmi influenzare il meno possibile da queste considerazioni e di leggere il libro a mente libera.

Un’estate da ragazzi è di certo affascinante e capace di catturare il lettore ( da tempo non mi capitava di restare alzata fino a tarda notte perché non riuscivo a staccarmi da un libro). Una volta che ci siamo ben installati all’interno della trama, rimaniamo anche noi ipnotizzati dall’atmosfera di malsana irrealtà che circonda questa cittadina del Texas, maledetta dai nativi americani il giorno stesso della sua fondazione.

Esiste davvero un Ragazzo della Tempesta che porterà la fine sulla città? E in che modo questa figura si lega a Todd?

Non bisogna essere troppo severi con Cox: è vero che usa a piene mani riferimenti ad altre opere, ma lascia anche indizi, come briciole di pane, per il lettore che sa coglierli. Un esempio? Se la trama richiama It, allo stesso tempo Jonathan, che sogna di essere uno scrittore, scrive un racconto lungo che ha la stessa identica trama di Misery non deve morire. E il taccuino su cui ha scritto il racconto gli verrà sequestrato dal patrigno, che poi lo distruggerà. Cogliete il segnale?

Giudizio finale

Un’estate da ragazzi è una lettura appassionante e un romanzo ben realizzato, che sa come catturare il suo lettore e ipnotizzarlo, divertendosi a giocare e a seminare indizi. Ma se volete godervelo davvero, prendetelo per quello che è: un gioco letterario, sopratutto.

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