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Cose sulla vita e la scrittura che tutti noi dovremmo imparare da Hunter S. Thompson.


Yesterday’s weirdness is tomorrow’s reason why.

Ho incontrato per la prima volta Hunter Thompson nell’estate dei miei 17 anni. Erano i tempi in cui stavo ancora prendendo le misure di fenomeni come il rock, la controcultura, un determinato tipo di creare e vivere, che avrebbero contribuito in modo determinante a creare l’adulta che sono oggi..

Chaperon di quest’incontro è stato il dvd di Paura e delirio a Las Vegas, recuperato in un caldo, polveroso, moquettoso BlockBuster di Cagliari.

Mi rendo conto di quanto tutto questo suoni adolescenziale, ma so anche di poter essere perfettamente capita da tutti coloro che sono stati gli strambi del villaggio in una città di provincia.

Nel corso degli anni ho distillato quelli che a mio parere sono gli insegnamenti più importanti di Thompson, e mi sento di proporveli qui.

Le tue particolarità sono anche i tuoi punti di forza.

Per quanto sia difficile farci i conti, sono le nostre passioni e le nostre bizzarrie a costruire la base della nostra personalità. Molto spesso, però, tendiamo a ingabbiare tutto questo, nella convinzione che al mondo sia necessario mostrare un’immagine di noi uniforme e il più possibile lineare. E se provassimo invece a liberare il potenziale che nasce dal loro groviglio?

Esalta il tuo modo di vedere il mondo

In un mondo in cui i dati sono alla portata di chiunque, è davvero interessante un pezzo che racconta aridamente come si sono svolti gli eventi? Ognuno di noi ha un punto di vista totalmente individuale sulla realtà. Ci hanno insegnato a schiacciarlo inseguendo il mito di una scrittura obiettiva e precisa come un’equazione matematica. Dobbiamo invece imparare da soli a valorizzare ed esaltare il nostro modo di vedere il mondo. Significa valorizzare noi stessi, perché siamo individui, e non una tastiera o l’obiettivo di una macchina fotografica.

When the going get weird, the weird turn pro.

In maniera letterale anche se del tutto insoddisfacente, potrebbe essere reso con “Quando il gioco si fa strambo, allora gli strambi diventano professionisti”.

Ci sono situazioni da cui solo gli strambi, i creativi e i casinisti possono uscire sani e salvi, e in più tirarne fuori una soluzione praticabile. E ci sono storie di cui solo loro possono restituire l’autentico sapore. Questo perché si fondono con il caos, sanno già navigarci dentro. E dal loro essere caotici, dalla loro resistenza al caos, traggono gli strumenti per portare la barca in salvo.

Mai fingere di essere qualcun altro

(In tutto ciò che comporta un’ attività creativa provarci significa autoavvelenarsi.)

Questa è, a mio parere, la lezione definitiva. Può non essere particolarmente originale, ma posso garantirvi che funziona egregiamente, avendola provata. Non è (solo) una questione di onestà e genuinità verso il prossimo. Tutte le lezioni precedenti acquistano il loro senso solo attraverso questa lente. Se tutti abbiamo qualcosa da offrire, la strada diretta per il fallimento è offrire lo stesso di tutti gli altri.

La chiave non è trovare la strategia per piacere a tutti, ma quella per incrociare le persone che cercano esattamente qualcuno come noi. Le persone per cui scrivere, che aspettano di sentire le nostre storie; le persone che hanno bisogno del nostro lavoro e di quello che possiamo offrire noi e solo noi.

Forse è facile mettere in pratica tutto questo? Ovviamente no. Ci si arriva solo camminando a volte sotto il sole, a volte sotto il diluvio, in entrambi casi a testa scoperta. Ma prima o poi ci si arriva. Come direbbe un altro grande poeta della nostra epoca (tranquilli, la sprezzatura ironica c’è, anche se non è del tutto seria), Axl Rose:

Nel profondo di noi stessi tutti noi siamo qualcuno, e non ha importanza chi vogliamo essere.


Scrivo per assimilare il mondo. Sul Troubadour, come in un diario di bordo, raccolgo le storie che incrocio nel mondo reale e in quello della lettura. Se avete apprezzato, regalatemi un cuoricino. Se volete scrivermi, potete farlo a virgini.pili169@gmail.com

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